Cisterna di David

Maestro della Adorazione di Anversa, Re Davide riceve l'acqua Cisterna di Betlemme, 1515-1520

Uscendo da Betlemme, di fronte alla chiesa sirocattolica troviamo tre grandi cisterne, tuttora in uso, scavate nella roccia: sono le cisterne di David, in arabo Biar Daud. La Bibbia ne parla in 2Sam 23, 15-17:"Davide espresse un desiderio e disse: «Se qualcuno mi desse da bere l'acqua del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!». I tre prodi si aprirono un varco attraverso il campo filisteo, attinsero l'acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta, la presero e la presentarono a Davide; il quale però non ne volle bere, ma la sparse davanti al Signore, dicendo: «Lungi da me, Signore, il fare tal cosa! E' il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita!». Non la volle bere. Questo fecero quei tre prodi."

Oltre alle cisterne si trovano qui anche i resti di una chiesa e di un cimitero sotterraneo. Della chiesa (IV-VI sec) si rinvenne nel 1895 parte del pavimento musivo, che recava una iscrizione con i versetti 19 e 20 del Salmo 117: “Apritemi le porte della giustizia, voglio entrarvi per ringraziare il Signore. Questa è la porta del Signore, per essa entrano i giusti”. Il mosaico attualmente è interrato sotto un campo coltivato e ogni studio risulta impossibile. Al momento del ritrovamento si ritenne di aver reperito il mausoleo di David, le cui traccie erano andate perse fin dal VI sec. Per quanto non esistano prove archeologiche, pare che il sepolcro di David debba essere invece localizzato sul Monte Sion. Sotto la chiesa si trova il cimitero sotterraneo, formato da gallerie con 18 arcosoli, contenenti ciascuno da 2 a 6 fosse sepolcrali. Nel 1962 la Custodia di Terra Santa fece eseguire dei lavori (Fra Michelangelo Tizzani), durante i quali le catacombe e gli archisoli furono restaurati. Gli scavi portano alla luce molti pezzi di ceramica (IV sec.) e iscrizioni parietali (IV-VI sec.). Il graffito più significativo è un monogramma costantiniano (IV sec.), inciso nella roccia all’inizio del cimitero, graffito che afferma la cristianità del sepolcreto.

Vasche di Salomone

Vasca di Salomone

La fortezza di qala’at al-burak in Betlemme è ritenuta di origini turche ma verosimilmente la struttura è molto più antica. Il castello doveva essere posto a guardia delle cosiddette Piscine di Salomone a Betlemme sulla strada che porta a Artas. Le tre vasche costituirono una delle principali risorse idriche per Gerusalemme, tramite un acquedotto che arrivava fino al Tempio. Esistevano certamente al tempo di Erode ma sono forse più antiche di circa due secoli.

Le vasche sono approssimativamente rettangolari e poste in fila dal fortino in direzione ovest-est; sul lato nord-est un corridoio porta al vano nel quale scaturisce una sorgente mentre tutt’intorno restano numerose tracce di canalizzazioni che raccoglievano acque superficiali dalle colline vicine. Una conduttura di epoca incerta conduce all’acquedotto superiore; il canale scompare in corrispondenza di una galleria segnalata a terra da una serie di nove pozzi.

All’uscita della galleria il condotto prosegue verso il wadi bijar (valle dei pozzi) scomparendo in una nuova galleria segnalata in superficie da una trentina di pozzi ancora usati dai contadini. Si tratta di un raffinato sistema idraulico destinato a raccogliere acqua supplementare dalle falde acquifere riproducendo un sistema a "qanat". Resti dell’acquedotto inferiore sopravvivono verso le rovine dell’edificio bizantino definito deir al- banat (convento delle ragazze).

 

Il Campo dei Pastori

La Grotta del Latte 

La Casa di San Giuseppe 

Hortus conclusus  

Tomba di Rachele