Strage degli innocenti

Giotto, La strage degli Innocenti-Cappella degli Scrovegni, Padova

Tra le due parti della narrazione della fuga della Sacra Famiglia in Egitto, alcuni versetti descrivono la ferocia del re Erode che, per uccidere Gesù, decide di sterminare tutti I bambini di età inferiorie ai 2 anni che abitavano a Betlemme.
Questa vicenda può essere vista come preludio delle grandi persecuzionie e dei martiri dei primi secoli. Con questa strage Erode vuole soffocare ogni possibilità di minaccia al suo dominio assoluto, e il Messia rappresentava questa minaccia.

Matteo rilegge la storia della Strage degli Innocenti nell’ottica di un piano salvifico di Dio e lo legge in senso profetico, come compimento della scrittura. Infatti, l’evangelista fa riferimento al profeta Geremia quando al capito lo 31, 15 dirà in riferimento al lamento di Rachele sulla sorte del popolo d’Israele, trascinato nell’esilio babilonese: “ Una voce si ode da Rama, lamento e pianto amaro: Rachele piange i suoi figli, rifiuta d’essere consolata perchè non sono più”.

I bambini sterminati a Betlemme rappresentano per Matteo il popolo d’Israele. Il dolore vissuto dale madri è il dolore del popolo che non ha riconsciuto il Re-Messia.

 

La strage degli Innocenti