Lo stupore: I Pastori di Betlemme

Giotto, Natività, particolare-Basilica Superiore di Assisi

I primi destinatari della rivelazione celeste sono i pastori, uomini semplici e per questo aperti alla fede. I pastori diventano destinatari della rivelazione ma anche mediatori del messaggio che le loro orecchie hanno udito. Sono rappresentanti del popolo d'Israele; in essi è comunicata al popolo la gioia. L'immagine dei pastori che offrono le Sacre Scritture è quella di uomini veri, che vivono custodendo le loro greggi con fedeltà e cura.

L'evento celeste, quindi, entra quasi inavvertito nel quotidiano semplice, sobrio e disincantato di questi uomini. I pastori accolsero con fede il messaggio dell'angelo e andarono senza indugio verso Betlemme dove riconobbero il segno.
Inoltre i pastori preannunziarono l'azione evangelizzatrice della Chiesa apostolica e della Chiesa di ogni tempo. L'angelo che si fa messaggero della buona novella, ritorna spesso nella tradizione mitica, e qui come negli altri casi si manifesta il timore, un tremore sacro di fronte alla realtà tutta diversa, sovrumana e inafferrabile di Dio.
Ma l'angelo rassicura i pastori: "non temete", perché il suo annuncio porta in se una realtà destinata a suscitare grande gioia: cioè la nascita del Salvatore atteso.

Nell'annuncio fu rivelato ai pastori che avrebbero trovato il Bambino avvolto in fasce, che giaceva nella mangiatoia. L'aspetto con cui Gesù sceglie di incarnarsi si contraddice con l'immagine del Messia salvatore del popolo d'Israele appartenente alla stirpe di Davide.
Invece, ecco davanti agli occhi dei pastori un bambino normale, che per di più giace in un posto insolito, una mangiatoia. Questo pone in risalto il fatto che Dio realizza i suoi progetti in modo diverso da come si attendono gli uomini.

Dio che sceglie sempre gli uomini più semplici per manifestare la sua potenza e per manifestarsi al suo popolo, anche qui sceglie la via meno eclatante per mostrarsi all'uomo. La potenza di Dio è così grande che l’uomo fatica a capire, e per questo Dio sceglie di farsi vicino e simile all'uomo, per rendersi conoscibile.

Lo stupore: I Pastori di Betlemme